Certificazione Halal: i requisiti da rispettare. - Food Safety Lab

20 Ott 2017 | Scritto da  Food Safety Lab
Certificazione Halal: i requisiti da rispettare.

In un mondo sempre più globalizzato aumentano gli scambi commerciali tra Paesi e realtà in alcuni casi totalmente differenti, ed emergono naturalmente anche differenze di ordine religioso e culturale legate alla valutazione e conformità per determinati tipi di prodotti e/o processi.

Il problema, ad esempio, si pone nei mercati di credo islamico dove la certificazione “Halal” assume un’importanza di rilievo pur non essendo obbligatoria ma sicuramente di estrema importanza per poter penetrare tali mercati.

Il termine “halal”- che in lingua araba significa “lecito” e si contrappone ad “haram”- indica gli alimenti dei quali è permesso il consumo, secondo i precetti della religione islamica.

Benché la questione “halal” sia intimamente legata alla sfera religiosa e quindi privata dell’individuo, essa riguarda le scelte di due miliardi di individui con evidenti implicazioni di carattere economico e politico.

Il termine halal che trae origine dal Corano, facendo riferimento agli alimenti consumati da Maometto e ritenuti perciò leciti, è divenuto familiare anche in Italia a causa della crescita vertiginosa del numero di macellerie gestite da cittadini di religione islamica, generalmente con esclusivo riferimento alle carni ottenute dalla macellazione degli animali senza stordimento preventivo, come previsto dal rito islamico, dimenticando in realtà che sia il termine halal che haram si possono riferire a ogni alimento anche composto includendo pertanto ingredienti, additivi e coadiuvanti tecnologici.

Le aziende che vogliono destinare i propri prodotti a questo particolare mercato al fine di garantire i requisiti previsti devono certificarsi HALAL. Questo ha portato alla nascita e proliferazione di una molteplicità di associazioni islamiche che rilasciano la certificazione halal su richiesta delle imprese.

La certificazione Halal attesta che i prodotti, nei settori agroalimentare, cosmetico, sanitario, farmaceutico, finanziario e assicurativo, siano conformi alla dottrina islamica. Si tratta dunque di una certificazione di qualità, di filiera e di prodotto. Nel settore alimentare, la certificazione Halal garantisce che i cibi, oltre a essere conformi alle normative italiane ed europee in tema di igiene e sicurezza, siano preparati secondo le regole della sharia. Per esempio la carne, esclusa quella di maiale che è proibita, va macellata secondo un preciso rituale e le bevande non devono contenere alcol.

Per poter definire un prodotto “Halal” è necessario ottenere l’apposita certificazione da uno degli enti accreditati italiani.

La certificazione per le aziende italiane avviene in base ai seguenti requisiti:

- Assenza di sostanze non conformi: materie prime, ingredienti, additivi, conservanti, coloranti, aromi, coadiuvanti tecnologici, inclusi tutti gli additivi nascosti non dichiarati in etichetta o nella scheda prodotto ma che entrano in contatto con il prodotto o i suoi ingredienti;

- Non contaminazione: le sostanze “Halal” non devono venire a contatto con sostanze “Haram” e per evitare contaminazioni o contaminazioni incrociate, è necessario separare le linee produttive nel tempo e/o nello spazio;

- Separazione delle linee produttive: strumenti, utensili, macchinari e linee produttive usate per alimenti “Haram” non dovrebbero essere usati per alimenti “Halal”. Laddove ciò non sia possibile, è necessario predisporre adeguata sanificazione prima di procedere alla produzione “Halal”;

- Tracciabilità: l’identificazione dei prodotti, delle materie prime, degli ingredienti e dei semilavorati in azienda, così come delle aree e delle linee ad essi adibite, deve essere adeguata, con l’uso di cartelli appositi e/o etichette; mentre la tracciabilità delle produzioni “Halal” deve essere garantita in azienda e fuori azienda;

- Etichettatura e logo Halal; 

- Sistema qualità: nel sistema qualità aziendale devono essere inserite procedure interne relative alla certificazione e alla produzione “Halal”;

- Formazione: rivolta periodicamente a tutto il personale direttamente interessato.

Quindi è l’intero processo produttivo a essere sottoposto a giudizio di conformità compresi i materiali di confezionamento e persino il grasso lubrificante impiegato nei macchinari. Un processo di verifica che richiede laboratori e metodi di analisi sempre più sofisticati per stare al passo con il progredire delle tecnologie di produzione al fine di riconoscere le sostanze “vietate”.

Il laboratorio Food Safety Lab effettua analisi per aziende che vogliono certificarsi Halal. Una delle analisi maggiormente richiesta è la ricerca di DNA suino in matrici alimentari e su tamponi di superficie.

Il metodo real-time PCR utilizzato per tali determinazioni è basato sul rilevamento di una sequenza esclusiva del DNA suino. Questo permette il rilevamento altamente sensibile del DNA suino nelle molteplici tipologie di matrici alimentari e superfici di lavoro per verifiche di contaminazione crociata.

La strumentazione utilizzata permette di estrarre e rilevare il DNA target anche in minime tracce, garantendo non solo elevata sensibilità e specificità, ma offrendo risposte di elevato contenuto tecnologico.

Food Safety Lab

Sito web: www.foodsafetylab.it/ Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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